PENTIMENTO

«Sono pentito ma non sono un black-bloc. Probabilmente mi sono lasciato trascinare dagli avvenimenti. L’estintore? Volevo spegnere un incendio»

Ora… se riusciamo a sgomberare tutti i preconcetti dalla nostra testa.
Se analizziamo prima la foto e poi le parole. Se cerchiamo di immaginarci il padre e la madre che lo credevano all’università. Se valutiamo il fatto che le forze dell’ordine lo hanno arrestato sotto casa poche ore dopo la manifestazione.
Come si fa a non provare una tristissima tenerezza per questo pirla ??
“Non sono un black bloc…”
No, stellina dolce, Stai tranquillo. Non sei un black bloc.
Quelli fanno sul serio. Quei pochi, sanno cosa fare, come farlo, forse motiverebbero anche un perché credono che con la violenza si possa ottenere qualcosa. Se le forze dell’ordine li beccano (cosa peraltro personalmente inspiegabilmente un po’ troppo rara) NON SI PENTONO.
A te ti si vedono le mutande. Non sei ancora in grado di vestirti da solo. Non dovresti fare le cose dei grandi.
Vedi… in Italia ci sono state le BR. (dicesi Brigate Rosse) che per qualche anno hanno fatto temere di avere messo in scacco lo stato. Che hanno gambizzato rappresentanti del potere in tutte le sue forme. Che hanno ucciso. Che hanno rapito. Che hanno “fatto le peggio cose” (così capisci).
Che hanno fatto il carcere, che per loro in Italia si è inventato il carcere duro. Alcuni di loro,per non farsi prendere hanno preferito farsi ammazzare.
Vedi… per i nemici (parliamo facendo solo finta di essere in guerra, non ti spaventare) si può provare grande rispetto anche se si prova odio. Quando un nemico è pronto a soffrire, a stravolgere la propria vita, a morire per le proprie idee (per quanto queste idee le si possano reputare un errore, un reato, un danno per la società) diventa difficile non averne il rispetto. Il rispetto poi ti fa venire un dubbio: “Ma se è disposto a morire, e meglio, se sono in tanti disposti a morire per quella causa, non vi è almeno una lontanissima possibilità che in una piccolissima percentuale possano avere una minuscola parte di ragione?”
Vedi… tu invece sei “er pelliccia”. Probabilmente riesci a spaventare tutti i bambini della tua via e grazie a questo affascini anche qualche ragazzina minorenne, ma alla mattina la mammina ti prepara la colazione coi biscotti che ti piacciono tanto. Poi ti metti davanti al pc col pigiamino di flanella e le ciabatte e fingi di studiare cose difficilissime che ti fanno diventare grande grande, così che il paparino e la mammina saranno contenti contenti.
Vedi… tu ti sei “lasciato trasportare dagli eventi”. Non sei capace di intendere e di volere. Devi restare a casa col telecomando a guardarle queste cose che fanno i grandi.
Vedi… tu hai tirato un’estintore “per spegnere un incendio”. Devi essere accudito, coccolato, curato. Sei ammalato.
Vedi… tu (che sei solo un simbolo, per carità, mai me la prenderei con un menomato) hai vanificato una manifestazione di circa 200.000 persone facendo si che tutti parlassero di te.
E peggio di tutto, dopo poche ore… TI SEI PENTITO.
MA VAFFANCULO, COGLIONE.
Alla prossima
WIKIPEDIA CHIUDE ???!!!
WIKIPEDIA RISCHIA DI CHIUDERE !!!
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011
Purtroppo è la prova che un piccolo comma su un piccolo DDL (comma 29 del DDL “intercettazioni”) può cambiare tante cose in termini di informazione (ma non solo).
Noi ci svegliamo stanchi e distratti per le normali fatiche della vita quotidiana e da qualche parte, qualcuno scrive un piccolo comma e senza che noi ce ne accorgiamo inizia a distruggere tonnellate di libera informazione che nel corso degli anni è stata creata gratuitamente da migliaia di persone libere.
La sera torniamo a casa stanchi e distratti per le fatiche appena trascorse e qualcun’altro è li che ride e probabilmente festeggia per il nuovo successo conseguito sulla sempre più limitata libertà… degli altri (che lo infastidisce così tanto).
WIKIPEDIA è solo un esempio eclatante. Non credo che esista una destra o una sinistra per essere contro a ciò che potrebbe accadere. Credo che chiunque con un minimo di senno (e so che non è caratteristica da poco) si dovrebbe sentire privato di qualcosa.
Andare a mettere le mani su internet NON salvaguarderà mai i piccoli, i deboli, gli indifesi.
I siti di pedofilia o quant’altro SONO GIÀ FUORILEGGE!!!! E non li beccano. O meglio…. beccato uno ne nascono altri cento. Approfittano di queste minoranze virtuali per mettere le mani dove gli prude. E il prurito che danno i blog e gli altri organi indipendenti di informazione da un po’ di tempo in qua è insopportabile, per qualcuno.
Non preoccupatevi. Se li lasceremo fare i prossimi saranno twetter, facebook e tutti quei mezzi che permettono a chi spesso non sa, di sapere senza il controllo della nomenklatura, e gratis !!!
Credo che la RETE troverà comunque una soluzione, ma… questa è un’altra storia.
Alla prossima.
Magnifico articolo di Giuliano Marrucci a proposito di Linux

Ciao.
Pubblico per condivisione un articolo di Giuliano Marrucci tratto dal suo blog.
Perché diffidiamo delle cose gratuite? Perché queste cose le sanno in pochi ?
_________________________________________________________________________________
A cosa servono i padroni se c’è l’open source.
Era il 1991 quando in un modesto newsgroup di smanettoni, un giovane norvegese di nome Linus Torvalds pubblicava una versione preliminare di un sistema operativo tutto nuovo. Nome in codice: Linux. 20 anni dopo quel sistema operativo gestisce la gran parte dei server web del pianeta, il 91% dei 500 supercomputer più grandi al mondo, il traffico aereo e le centrali nucleari tedesche, i computer di bordo della Bmw, 500 milioni di decoder televisivi… Insomma, come sostiene il direttore esecutivo della Linux Foundation “Qualunque persona nel mondo moderno usa Linux più volte ogni giorno”. Da quando il progetto è entrato a regime, ogni giorno che dio mette in terra, vengono scritte 10.923 righe di codice, ne vengono eliminate oltre 5.000 per ridondanza, e ne vengono modificate oltre 2.000. E’ all’incirca come scrivere un libro di 300 pagine, ogni giorno, senza sosta. Se si trattasse di un’azienda privata, questo equivarrebbe a oltre 10 miliardi di dollari di investimento. E invece è il frutto del lavoro volontario di migliaia di sviluppatori distribuiti in tutto il pianeta, il più grande esperimento di “collaborazione di massa” a memoria d’uomo. E se dei liberi smanettoni riescono a mettere in piedi una storia incredibile come questa, senza nessun padrone che sta lì a organizzarli il lavoro e a imporgli un po’ disciplina, non è che significa che in realtà i padroni non servono? Dopo il crollo del muro di Berlino, siamo stati abituati ad accettare l’esistenza delle gerarchie del mercato, e quindi la necessità di far rientrare tutto entro i valori dell’”azienda”, come uno scotto necessario da pagare in cambio del mantenimento di una produttività in grado di garantire una sufficiente creazione di ricchezza. Ma la storia di Linux ci insegna che in realtà ci sono anche altri valori che possono spingere le persone ad essere produttive, e quindi, soprattutto ora che la crisi investe tutto, ci fa sospettare che sia più che lecito tornare a chiedersi: ma i padroni a cosa servono?
___________________________________________________________________________________
Alla prossima.
NON SO CHE VISO AVESSE: NUOVA BIOGRAFIA DI FRANCESCO GUCCINI

NON SO CHE VISO AVESSE: NUOVA BIOGRAFIA DI FRANCESCO GUCCINI

Autobiografia di Guccini scritta a quattro mani con Alberto Bertoni.
Il “Guccio” racconta tutto: le radici, la famiglia, il mulino, i nonni e i bisnonni, Pavana, luogo mitico della geografia dei suoi fan. E la locomotiva. E la piccola città bastardo posto, la mia America e la sua, e lui che come in un libro scritto male si era ucciso per Natale. Versi che oggi si studiano nelle scuole e hanno fatto di Guccini sia un classico sia un poeta contemporaneo. E poi ancora la vita, gli amori, la politica, il vino, le sigarette che ha smesso di fumare e dice di non riuscire più a scrivere e cantare. L’autobiografia di uno dei maggiori artisti del nostro paese, la sua storia e la nostra, perché basta la sua voce, ruvida, barbuta, e l’inconfondibile erre moscia, a confortare. Perché esiste e lotta ancora insieme a noi.
Alla prossima
CANTA DE LO

CANTA DE LO (clicca per ascoltare)
Dal sito dedicato a Fabrizio De André leggo e volentieri pubblico
CANTA DE LO
(versione cantabile in italiano,
scritta da Enrico Bianchi)
Là dove si china il sole
dove il tempo non c’è più
dove tutto è in una mano
dove il mare tocca il blu
piano sale su una stella
canta i bimbi agli ultimi
Là dove gli occhi han luce
e dove i ladri un cuore
per ogni carugio grigio
c’è un sogno preso ad ore
brilla un pò di più stella
canta de lo (si legge “lu”)
Qui è rimasta solo cera
su si sono presi il miele
ci si sente solo a sera
se tu canti Anime sole
e allora tu ritorni stella
che bella compagnia
e allora io ti sento stella
che bella compagnia
Alla prossima
A PROPOSITO DI ACQUA

A PROPOSITO DI ACQUA
Bene.
Non credevo di suscitare tanto interesse.
Non ho fatto in tempo a mettere il post sull’acqua vichy, che la NASA rilascia la notizia del ritrovamento dell’acqua sulla Luna.
Cavolo !!!

Io che sono un amante di tutto ciò che è tecnologico apprendo questa notizia con la faccia identica a quella della mucca che guarda il treno.
Una notizia che sconvolge!!!
Si…? Davvero…?
Abbiamo l’acqua in forma ghiacciata in proporzioni decisamente maggiori da quelle che ormai già da un po’ si supponeva.
Figata !!
Mi spiace.
Mi spiace non essere gioioso.
Mi spiace non condividere tale entusiasmo.
Mi spiace fare sarcasmo… davvero !!!
Siamo in un mondo che sa scoprire l’acqua sulla Luna… ma non la sa portare a milioni di uomini che muoiono di sete.
Si pensava che la conoscenza dello spazio avrebbe risolto i problemi sulla terra.
Era il 1968 !!
Ieri la Dottoressa Hack ha detto che il 90% della materia di cui è composto lo spazio ci è ancora sconosciuta.
Oggi, credo che ben più del 90% dei problemi del nostro pianeta… sia causa nostra.
Facili discorsi. Discorsi da bar.
Sono confuso.
Da una parte trovo stupefacente che l’uomo sia così grande.
Dall’altra non posso non constatare quanto siamo piccoli.
Piccoli nell’immedesimarci immeritatamente nella gioia e nella grandezza di coloro che tali scoperte le fanno con sacrifici enormi (ma per scelta,) ed ancor più piccoli nel non saperci immedesimare nella sete e nella totale povertà di coloro che di tali scoperte davvero non sanno che farsene e che giorno dopo giorno “annegano” in sacrifici per noi impensabili e che non hanno scelto.
Vanno benissimo le sonde su Marte, le esplosioni sulla Luna, l’acqua ghiacciata al suo interno …
…ma, con un decimo di quei soldi, portiamo un po’ d’acqua dove non ne hanno per bere.

Anche se scopriremo gli alieni, senza aver trovato i nostri simili… non saremo mai nulla
O almeno… io la penso così.
(…) Ne avrebbero trovati 100 litri, al modico costo di decine di milioni di dollari. E non ci sono andati col bisturi: hanno dovuto far esplodere un razzo ed aprire un cratere. Un putiferio che non può non lasciare un sottile sentimento di sconforto su chiunque riponga qualche fiducia sulle prospettive della ricerca spaziale.
Criticare standosene seduti a una scrivania può essere facile; però, benedetto Iddio, è anche vero che il principale responsabile della missione – tale Colaprete – ha così magnificato i risultati ottenuti: «quell’acqua può essere bevuta», ha dichiarato. E, come se non bastasse, ha anche tenuto a precisare: «purché la si possa purificare». Chi dovrebbe berla e perché è una domanda che, a tutta evidenza, non lo ha neanche sfiorato. In ogni caso, ha concluso: «più ricerca è necessaria per determinarne il sapore». Insomma, a sentir Colaprete, è necessario tornare sulla Luna, se vogliamo assaggiare quell’acqua. Contare il denaro seminato sarà un po’ volgare, ma se gli Usa vogliono tornare sulla Luna entro 10 anni dovranno dare alla Nasa 3 miliardi di dollari l’anno solo per questo progetto: mai bicchiere d’acqua sarà stato più costoso. (fonte “IL GIORNALE”)
Alla prossima
.
STOP WATER IN PVC

STOP WATER IN PVC
Sono solito ad ascoltare chiunque, verificare, informarmi e poi agire di conseguenza.
Dopo una gustosissima e piacevolissima oltre che economicissima cena con alcuni cari amici, una volta colmi più che sazi, a casa, di fronte ai pusacafé (spingi caffé in dialetto piemontese, indica una qualunque cosa a base di alcol da consumarsi dopo il caffé) i discorsi (probabilmente per una sete devastante dovuta alle ricche cibarie) si sono indirizzati verso l’acqua. Naturale, frizzante, in plastica, depuratori, caraffe o meno.

Dall’immagine si può già capire dove vado a parare.
Da oggi io non compro più acqua in plastica e, non volendo fare a meno del sottile pizzicorio dell’acqua gasata oltrechè del piacevole desiderio di rutto leonino che ne deriva dopo l’averla bevuta, andrò alla ricerca di quelle che una volta si chiamavano acque vichy.
Ho fatto le dovute ricerche e ho deciso. (allego sotto alcuni degli articoli)
Ringrazio Alessandro (e il suo urologo) che mi ha messo la pulce nell’orecchio.
4 motivi validi.
Minor peso da portare casa.
Minore plastica da disperdere nell’ambiente.
Migliore qualità dell’acqua.
Minore spesa.
Se qualcuno ha alternative migliori al prodotto commerciale sopra riportato verrà ringraziato.
Alla prossima
.
MARCO PAOLINI E… LA LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE

MARCO PAOLINI, E… LA LIBERTÀ È PARTECIPAZIONE
Come mi ero promesso, ieri sera ho visto Marco Paolini.
Forse non è stato il miglior Spettacolo che ho visto di questo poco considerato ma eccellente attore, ma sicuramente era da tempo che non sentivo e non vedevo tanta intelligenza.
Non che ci voglia molto, uno potrebbe facilmente dire… ma no, non è questo.
È stata, per me, una serata paragonabile a quella che si passa con gli amici di cui si condividono pensieri, idee e sensibilità.
Una serata Umana.
Distante dalle solite perversioni commercial/spettacolari in cui si vende il culo, la faccia ed il cervello al miglior offerente… e non c’è altro.
Ben distante dai lifting, dalle tinte, dalle labbra a canotto.
Una serata ricolma di vita vera, di varia umanità, di disperazione e di gioia e di speranza.
“Il realismo è quello del mercato” Ha obbiettato ad un certo punto…
IL REALISMO È QUELLO DEL MERCATO
Forse non uno spettacolo semplice.
Ha concluso con una perla del Signor G (Giorgio Gaber)
Mi fa piacere riascoltarla, rileggerla, farvela riascoltare e farvela rileggere.
La libertà
Giorgio Gaber
(1972)
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo.
Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,
sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,
con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Grazie Marco… e grazie Giorgio. A presto.
Alla prossima
.
VI RIDÒ UN COMANDAMENTO NUOVO

VI RIDÒ UN COMANDAMENTO NUOVO
Credo che non ci siano altre parole…
Si perdono sempre buone occasioni per andare al cinema, fare una passeggiata, portare a pisciare il cane…
Ne approfitto per porgere le mie personali scuse (per quanto può valere) a tutta la comunità musulmana in quanto, diversamente da quello che dice la sempre elegante Signora Santanché, per la mia cultura Maometto non era un pedofilo. Nella mia cultura Maometto è un profeta che, pur non avendo per me alcun valore religioso, non è discutibile nel suo significato storico e culturale.
Sono fiero di non condividere la stessa cultura della sempre elegante Signora Santanché.
Alla prossima
.
VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO

VI DO UN COMANDAMENTO NUOVO
Non nascondo di sentirmi un po’ a disagio nell’affrontare questo post.
Si rischia, toccando certi discorsi, di ferire persone oneste coerenti e sensibili.
Io sono, in linea di principio, contario all’esposizione di qualunque simbolo religioso in qualunque luogo pubblico, come sono altrettanto convinto che ognuno deve poter fare ciò che vuole (in materia di fedi, di ideologie e di abitudini) in casa propria.
Assolutamente rispettoso delle leggi italiane (anche quelle che non condivido) mi chiedo cosa si aspetti a rendere effetivo ciò che è, per definizione la vera identità dello Stato Italia.
L’Italia è uno Stato Laico.
L’Italia non ha un’altra identità più forte di questa come, per puro populismo, ogni tanto fingono di spiegare.
L’Italia ha certamente una storia importante che è fatta di Papi, di Chiese, di Cristianità.
Ma non è uno stato cristiano né tantomeno cattolico.
E’ uno stato laico, e non è un’opinione mia.
Perlaltro nessuno intende vietare a nessuno il libero diritto di professare la propria religione, di portarsi il crocifisso addosso, i santini in tasca e il rosario a tracollo.
La Corte Europea (di cui abbiamo a tutti costi voluto far parte) sta semplicemente ammonendo uno Stato (che si dice Laico) a smetterla di indicare una qualche preferenza ad una qualche religione; sì, perchè, non essendo il maestro, né il bidello né i genitori né gli alunni ad attaccare il crocifisso al muro (ma lo Stato) questo è ciò che ne viene fuori.
Tranquilli!!! Non è uno stato ateo, infatti non proibisce nulla; è Laico, e quindi non preferisce (o non dovrebbe preferire) alcuna religione in particolare.
Certo, la storia d’Italia è rigonfia di cristianesmo (più che altro cattolicesimo), nessuno nega il contrario; ma la storia d’Italia è anche rigonfia di lotte per l’indipendenza, di guerre mondiali, di fascismo, di comunismo.
E i simboli storici di tali avvenimenti avrebbero ben più diritto di essere appesi ai muri di un’aula scolastica di uno stato che SI DEFINISCE laico.
Sarebbe sconveniente, con la storia che abbiamo non basterebbero tutti i 4 muri più il soffitto…
Credo che la Croce abbia un significato (non simbolico) profondo, per coloro che ci credono e per coloro che pur non credendoci, credono nel rispetto dell’idea altrui.

Io, se fossi un credente, non sminuirei tale significato.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 13, 34).
Credo che ci siano mille e mille e mille modi decisamente più evidenti per dimostrare con forza di credere, di volere credere e di saper credere a quell’uomo che fu crocifisso… che lo si veda o non lo si veda invece (perdonatemi) nuovamente ed inutilmente crocifisso ad un muro…
… e le persone oneste, coerenti e sensibili, lo sanno bene.
Alla prossima
.






